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    <title>Giuseppe Boscaro Jr.</title>
    <description>Giuseppe Boscaro junior aka Jason Bolkano è un’esperto di arte e antiquariato, convertito al WEB 2.0. In rete la sua anima un po’ barocca, un po’ illuminista ha intrapreso la via di Instagram per raccontare la città più &quot;raccontata&quot; del mondo. Iger e blogger appassionato, grazie alla profonda conoscenza della città e della laguna, crea percorsi inaspettati alla scoperta di Venezia . Consulenti d’eccellenza i suoi 4 gatti, rigorosamente veneziani. Parla veneziano, italiano, serbo e inglese.</description>
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    <category domain="jasonbolkano.silvrback.com">Content Management/Blog</category>
    <language>en-us</language>
      <pubDate>Sun, 17 Jun 2018 13:16:46 -0400</pubDate>
    <managingEditor>giuseppe.boscaro@gmail.com (Giuseppe Boscaro Jr.)</managingEditor>
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          <pubDate>Sun, 17 Jun 2018 13:16:46 -0400</pubDate>
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        <title>#maiunagioia </title>
        <description>a Panarea </description>
        <content:encoded><![CDATA[<h1 id="maiunagioia">maiunagioia</h1>

<p>Mi è stato chiesto se mi diverto ancora ad uscire la sera, Mestre non è Milano, ma, con la compagnia giusta e delle storie divertenti, la serata diventa esilarante.</p>

<p>Parliamo con Gianni, lo chiameremo Gianni, delle nostre estati, dei nostri vent’anni, delle prime volte, delle prime volte che fai qualcosa; non si sa come, finiamo a parlare di Panarea, l’isola piccola piccola e piena di gente. Ripercorriamo estati già vissute e lui mi racconta di quella volta che, complice lo scirocco siciliano e sguardi penetranti, è finito con un palermitano intraprendente in una zona buia dietro al cimitero dell’isola.<br>
Gianni è bravo a raccontare, non risparmia i dettagli di questo amplesso appassionato e mi racconta di come il palermitano continuasse a sussurrargli all’orecchio “ Gioia, Gioia “ e di come lui trovasse la cosa imbarazzante e fastidiosa ( il nome di una donna, magari una fidanzata ) fino al punto di chiedergli   di smettere di pronunciare il nome Gioia e di come il bel palermitano abbia risposto “ ho detto troia, non Gioia “ .</p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
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          <pubDate>Tue, 15 May 2018 19:11:00 -0400</pubDate>
        <link>https://jasonbolkano.silvrback.com/la-signora-di-firenze</link>
        <title>La Signora di Firenze</title>
        <description></description>
        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Silvrback blog image " src="https://silvrback.s3.amazonaws.com/uploads/d51229d0-a1eb-4373-84de-ad077040b9b9/4A272EB2-9A05-4F9A-A323-22D4BED0ABC3.jpeg" /><br>
Così Ti scrivo, </p>

<p>Da questo mio Presente così incerto, per dirti che mi manchi, mi mancano le tue lunghe telefonate, il trillo entusiasta della tua voce, così fiorentina, così profondamente italiana.<br>
Ci siamo incontrati alla stazione dei treni in un bel viaggio da Firenze a Venezia, Roberto mi aveva raccontate mirabilie sul tuo carattere e mi aveva  affidato il compito di occuparmi di te, di farti compagnia nel tuo soggiorno veneziano.<br>
Mi hai aggredito subito, già in treno, dicendomi che non ti parevo un granché e anch’io, dalla prima occhiata ho pensato che quello chignon, quegli occhiali enormi, quel tabernacolo di pizzi, trine, ruches e falpalà, per me, era troppo.<br>
Il giorno dopo eravamo già amici, amici buffi, una bella signora di settant’anni ed un ragazzino di 25 anni, hai vinto ogni mia immatura ritrosia aggirando linee di difesa che credevo sicure come un generale vittorioso. <br>
Mi hai rovesciato addosso secchiate di buonumore, vedevi la vita con gli occhiali rosa, cultura, vastissima, fatta di ottime letture, incontri fortunati, ed una grande capacità di vivere, vivere tanto, vivere appieno, cibo, giornate a cucinare assieme, ricettari bellissimi che per me avevi vergato a mano, regali, preziosissimi e molto ragionati.</p>

<p>Poi son stati anni di felicità, viaggi a Firenze, tuoi lunghi soggiorni nelle mie case, momenti bellissimi che il tempo non è riuscito a cancellare.<br>
Sei diventata parte della mia vita, parte preziosa della mia famiglia, i tuoi racconti, la tua Firenze, con Margherita Hack come compagna di scuola, il giovane Franco Zeffirelli alle prese con gli avieri, la tua bellezza immortalata nelle sculture di Bruno Innocenti, la guerra, tu, giovane fascista, che in una Firenze dilaniata dalla guerra civile, intercedi con la Banda della Carità salvando partigiani e,non poteva mancare il bellissimo pilota della RAF con cui giri la Toscana mappando i luoghi di sepoltura alleati.<br>
Il tuo matrimonio con Vasco, la suocera ingombrante, la dura e aspra cognata slovena, i tuoi primi passi nel mondo dell’antiquariato, i successi, il tuo grande gusto che si impone con le prime conversation pieces vendute ai molti clienti che incontri in giro per l’Italia. Chiara e Vieri, i tuoi adorati figli, per cui sei stata una madre amorosa,ingombrante e molto esigente. <br>
Scherzavamo molto su questa nostra amicizia, un po’ mi chiamavi Cheri un po’ il tuo bel Caronte, traghettatore d’anime, viatico, come molte altre parole, me l’hai insegnato tu.</p>

<p>Quando la vita ha iniziato a colpirti con più durezza, son sparito come un ladro dalla tua vista, incapace vigliacco che non aveva più energie nemmeno per se, ho diradato le telefonate e non ti ho più chiamato.<br>
Il tuo ritratto, un pastello scenografico dove guardi lo spettatore con fare regale mi guarda ogni giorno, ed ogni giorno una fitta di rimorso mi fa pensare a Te e alla fortuna di averti incontrato.</p>

<p>Dovunque Tu sia, voglio chiederti scusa per non esser stato all’altezza, voglio dirti grazie per essere stata una donna speciale, un’amica, una complice, una vice nonna, un mare di Amore immenso.</p>

<p>Sempre tuo </p>

<p>Giuseppe </p>
]]></content:encoded>
      </item>
      <item>
        <guid>https://jasonbolkano.silvrback.com/blablacar-trieste#33243</guid>
          <pubDate>Sun, 06 Aug 2017 09:20:56 -0400</pubDate>
        <link>https://jasonbolkano.silvrback.com/blablacar-trieste</link>
        <title>#BlaBlaCar, #Trieste:
 
</title>
        <description>&quot;Le Vacanze Intelligenti&quot;</description>
        <content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Silvrback blog image" class="sb_float_center" src="https://silvrback.s3.amazonaws.com/uploads/d52e57ef-44d8-49a3-8081-cf7a141372f8/IMG_6074.JPG" />Fa caldo, un appartamento senza aria condizionata, esposto totalmente a sud, ricorda un forno, allora ci si sveglia presto, doccia, colazione, si controllano gli orari dei treni per andare a fare un bagno, evitando fondali limacciosi e resse italiane e la scelta cade su BlaBlaCar, passaggio veloce ed economico fino a Trieste.<br>
Federico B. arriva a prenderci alle 10.50, è gentile, puntuale, e con Ilaria, fidanzata  copilota, riesce anche a rispondere agli sms che gli inviamo; un toscano ed una ligure, vivono da una vita a Bologna, son simpatici, rilassati e di buona compagnia, vanno a fare una vacanza in Croazia: laghi di Plitvice, Spalato e Zara. Ci complimentiamo per l’itinerario e proviamo a chiedergli se non ci potrebbero portare fino a Fiume che tanto son di strada, accettano, dopo aver controllato se  la Citroen3 è omologata per il trasporto di cinque passeggeri. A Trieste, facciamo una piccola pausa e carichiamo anche Carolyn, Trinidad e Tobago, residente a New York e reduce da un mese in Italia a fare un corso di danza a Urbino. Al vecchio confine con la Slovenia ci fermiamo a mangiare, compriamo la pappa reale per le labbra di Lorenza, memore di un nostro antico e rocambolesco viaggio per la Grecia e complice la bruschetta sommersa di tartufo bianco che ci offre Carolyn ci sentiamo finalmente  in vacanza. Pregusto l’arrivo ad Abbazia, pensando al mare che ci aspetta, al cibo e alla voglia di mostrare ad Andriy i paesaggi bellissimi della mia infanzia. <br>
Manca poco al confine croato, iniziamo tutti a tirar fuori i documenti, chiedo a Andriy dov’è il suo <br>
passaporto ucraino, risponde piccato, come sempre quando sa di avere torto, che gli ho ricordato solo il suo permesso di soggiorno permanente, pensava bastasse quello…<br>
Faccio appello a tutta la mia calma, ormai siamo al confine, un mese fa ho visto far passare il confine ad un’anziana signora italiana che pensava fosse sufficiente la Patente di Guida.<br>
Federico consegna i documenti di tutti ad un occhiuto doganiere sloveno , che fa una serie di domande a Carolyn, scansionando il suo passaporto, salvi gli italiani, tocca ad Andriy, gli chiede dov’è il passaporto, Andriy risponde che pensava bastasse il permesso di soggiorno ma se serve ha la scansione del passaporto nel telefonino.<br>
Il doganiere sloveno inizia a perdere la pazienza, consiglio ad Andriy di scendere e andare a parlargli, il tutto prende una piega comica, con Andriy che sfodera il suo zoppicante serbo croato con il doganiere sloveno che gli risponde in croato.<br>
Prende i nostri documenti, esce dal gabbiotto e ci ordina di parcheggiare la macchina a lato per non intralciare l’arrivo degli altri viaggiatori e se ne va senza altre spiegazioni.<br>
Capisco che non finirà bene e iniziò a salutare i nostri compagni di viaggio, un finale un po&#39; Casablanca, un po&#39; Le Vacanze Intelligenti, ci abbracciamo augurandoci buone vacanze, Federico propone persino di riportarci a Trieste, ma non sembra giusto approfittare della loro gentilezza. Torna il doganiere sloveno, dice che Andriy deve scendere, che anche se lo facesse passare, rischierebbe 500 euro di multa per aver attraversato il confine con un documento non valido.<br>
Prendiamo le nostre cose e ci spostiamo davanti agli uffici dei doganieri, non mi perdo d’animo e inizio a chiedere passaggi agli autobus serbi in transito, mi spiegano che non possono far salire nessuno perché è un viaggio riservato per la Svizzera, il terzo autobus, è vuoto, viene da Sarajevo, i due autisti mi dicono che vanno a Trieste ma non possono far salire persone al valico di frontiera, gli chiedo se sarebbe più facile se ci spostassimo a qualche centinaio di metri dal confine, rispondono di sì.<br>
Ci recuperano trecento metri dopo, son gentili, e mi chiedo se avrei fatto lo stesso anch’io, se non mi sarei chiesto cosa ci fanno due tizi senza macchina ad un valico di frontiera in mezzo al nulla, per fortuna nostra  son due persone di buon cuore, si limitano a sorridere e a guardare stupiti un Andriy ancora molto agitato e arrabbiato.<br>
Passiamo un’ora di viaggio, colonna sonora Sevdah, musica tradizionale bellissima della Bosnia, riarrangiata in chiave turbo che mi fa pensare che ne abbiamo parlato da poco con il mio amico Claudio voglioso di viaggio nei Balcani e non trattengo il sorriso e penso che ho appena vissuto un momento surreale che non può e non deve finire con un rientro a casa.<br>
Arriviamo a Trieste, ringraziamo i nostri meravigliosi autisti, che rifiutano qualsiasi somma di denaro, accettano solo dei succhi di frutta freschi che vado a comprare per loro all’autostazione. Ci stringiamo la mano, loro felici di aver fatto una buona azione noi terribilmente riconoscenti.<br>
La nostra vacanza finirà tra il mare di Sistiana, le belle osterie di Trieste e le stelle cadenti viste dal Molo Audace, ma, il Viaggio, comunque, è nella testa</p>
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